09/01/2026
La legge di bilancio 2026 (Legge n. 190 del 30 dicembre 2025) prevede un intervento di circa 22 miliardi di euro. Questa manovra, secondo le intenzioni del Governo, non comporta un aumento del disavanzo e si inserisce nel solco di una gestione prudente dei conti pubblici, confermando il percorso di risanamento avviato.
Una delle misure più rilevanti riguarda la tassazione delle persone fisiche e consiste nella riduzione della seconda aliquota dell’IRPEF - scaglione tra 28 e 50mila euro - che passa dal 35% al 33%. La riduzione viene sterilizzata per i redditi superiori a 200.000 euro.
Altra novità rilevante è il trattamento fiscale agevolato riservato ai rinnovi contrattuali (5% sugli aumenti a partire dal 2024 per redditi fino a 33mila euro), ai premi di produttività, al lavoro straordinario e notturno.
Al fine di sostenere gli investimenti 4.0 delle imprese (non agricole) è stato reintrodotto, su un orizzonte triennale, il regime di iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese effettuati tra il 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Riepiloghiamo però le misure che riguardano più da vicino le imprese agricole, riservandoci di ritornare prossimamente sui singoli interventi con opportuni approfondimenti.
Confermata la detassazione per coltivatori diretti e Iap
È stata confermata per tutto il 2026 la detassazione Irpef per i redditi di coltivatori diretti iscritti all’Inps e imprenditori agricoli professionali (Iap). Resta quindi la detassazione dei redditi dominicali e agrari fino a 10.000 euro complessivi e la tassazione del 50% dei redditi eccedenti la soglia di 10.000 euro e fino a 15.000euro. La tassazione di quelli superiori a 15.000 euro al 100%.
Credito d’imposta 4.0 per le imprese agricole
È stato previsto un credito di imposta del 40% per gli investimenti in beni materiali e immateriali nel periodo 1° gennaio 2026-28 settembre 2028. Sono agevolati i beni strumentali per il settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura. Le risorse stanziate però ammontano a soli 2,1 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio.
Nuova Sabatini incrementata
Incrementata la spesa del fondo “Nuova Sabatini” per favorire gli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese. In particolare, la spesa è integrata di 200 milioni di euro per l’anno 2026 e di 450milioni di euro per l’anno 2027.
Confermate le agevolazioni per il gasolio agricolo
Il gasolio agricolo non subisce l’aumento dell’accisa e perciò mantiene intatta l’agevolazione anche per il 2026. Ciò nonostante, la parificazione delle aliquote di accisa su benzina e gasolio a 672,90 €/1000 litri.
Fotovoltaico, tassazione ordinaria per gli impianti con moduli a terra installati dopo il 31 dicembre
Le attività di produzione e cessione di energia elettrica svolta tramite impianti fotovoltaici con moduli a terra i cui lavori di installazione sono terminati dopo il 31 dicembre 2025, per la parte eccedente la produzione di 260.000 kWh, determinano il reddito d’impresa nei modi ordinari e non più con l’applicazione del coefficiente del 25% all’ammontare dei corrispettivi riconducibili alla componente energia.
Stabilizzato il lavoro occasionale in agricoltura
Le “prestazioni agricole di lavoro subordinato occasionale a tempo determinato”, introdotte in via sperimentale nel 2023, vengono reste stabili. Si tratta di prestazioni di lavoro a carattere “stagionale” con durata non superiore a 45 giornate. I lavoratori devono appartenere alle seguenti categorie: persone inoccupate, disoccupate o in cassa integrazione; pensionati, giovani studenti con meno di 25 anni di età. Il compenso, stabilito sulla base dei contratti di lavoro, non è soggetto a tassazione ed è assoggettato alla contribuzione previdenziale e assistenziale prevista per le zone svantaggiate; quindi, ridotta del 68% rispetto a quella ordinaria.
RENTRi e imprese agricole
Le aziende agricole che aderiscono al circuito organizzato di raccolta e le aziende con meno di 8 mila euro di volume d’affari sono state escluse dall’obbligo di iscrizione al nuovo registro elettronico dei rifiuti (RENTRi) (vedi articolo sulla disposizione).
