29/05/2026

Con la DGR n. 376 del 19 maggio 2026 la Giunta Regionale del Veneto ha approvato un Protocollo d'Intesa per la gestione del rischio da calore e da radiazione solare negli ambienti di lavoro.

Perché nasce il Protocollo
I cambiamenti climatici rendono le ondate di calore sempre più frequenti e intense, con effetti diretti sulla salute dei lavoratori: stress termico, aumento del rischio infortunistico e patologie da calore. Il D.Lgs. 81/2008 obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire questo rischio, sia negli ambienti outdoor (dove si aggiunge la radiazione solare) che indoor (magazzini, capannoni non climatizzati).
Il Protocollo coinvolge la Regione del Veneto, INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro, ANCI Veneto, gli UTG, e le principali associazioni sindacali e datoriali regionali (CGIL, CISL, UIL, Confindustria, Confagricoltura, Coldiretti, CNA, Confartigianato e altre).

Le misure di prevenzione previste
I datori di lavoro sono tenuti ad adottare un approccio integrato che comprenda:

  • valutazione del rischio microclimatico nel DVR
  • informazione e formazione dei lavoratori
  • pause in ambienti freschi o ombreggiati
  • disponibilità di acqua potabile
  • DPI e abbigliamento idoneo
  • sorveglianza sanitaria per i soggetti sensibili
  • procedure di emergenza e primo soccorso
  • organizzazione degli orari in base alle previsioni meteo (Worklimate | Clima Lavoro Prevenzione, indici WBGT/PHS)

Patologie da calore: cosa riconoscere
Le Linee di indirizzo allegate descrivono le principali patologie: dermatite da sudore, crampi, squilibri idrominerali, esaurimento da calore e — la più grave — il colpo di calore (temperatura corporea > 40°C, emergenza medica: chiamare subito il 112/118).

Indicazioni specifiche per il comparto agricolo
I lavoratori stagionali in agricoltura, impiegati prevalentemente nella raccolta di frutta e verdura, sono tra le categorie più esposte al rischio da temperature severe. Particolare attenzione va dedicata alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori a tempo determinato e stagionali, con visita medica prima dell'inizio dell'attività.
Oltre alle misure generali già previste dal Protocollo, le Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare, contenute nel protocollo, raccomandano ai lavoratori agricoli di:

  • non lavorare a torso nudo; indossare abiti leggeri a trama fitta, traspiranti e di colore non bianco (o abbigliamento tecnico con certificata protezione UV), con maniche lunghe che ricoprano buona parte del corpo
  • proteggere testa, collo e orecchie con casco o copricapo dotato di copricollo (il cosiddetto "cappello da legionario")
  • indossare occhiali da sole con filtri UV adeguati, preferibilmente avvolgenti o con protezione laterale
  • fare pause regolari in zone ombreggiate, anche in assenza di particolare stanchezza

Le Linee di indirizzo riportano anche una scheda di autovalutazione che ogni azienda agricola può utilizzare per verificare il proprio livello di conformità. 
 

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