10/01/2026
Riportiamo il comunicato di COPA COGECA. Nessuna sorpresa venerdì 9 gennaio a Bruxelles: l'accordo UE-Mercosur è stato approvato dal Consiglio europeo dopo mesi di manovre e pressioni senza precedenti che confermano la complessità e la divisibilità di questo dossier, lasciando al contempo segni duraturi.
Nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive, le organizzazioni agricole e cooperative agricole europee rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza fondamentale. Questa profonda convinzione non fa che rafforzare la nostra determinazione e la nostra mobilitazione.
Spetta ora al Parlamento europeo, ai nostri 720 rappresentanti eletti, votare questo accordo in buona coscienza. La decisione dell'ultimo minuto del Consiglio di ritirare la dichiarazione che garantisce che non ci sarà alcuna attuazione provvisoria dell'accordo prima che il Parlamento europeo abbia la possibilità di esprimersi, nonostante le promesse passate che ciò non sarebbe accaduto, è estremamente preoccupante. Erode la fiducia nella governance europea, nei processi democratici e nel controllo parlamentare in un momento in cui la credibilità istituzionale è già sotto pressione. Rivela anche nervosismo e la possibilità/probabilità di una maggioranza contraria all'accordo.
I vertici di Copa e Cogeca si incontreranno lunedì per pianificare i prossimi passi della nostra mobilitazione.
Facendo seguito alle notizie in merito all’approvazione dell’accordo Mercosur – UE di venerdì 9 gennaio si riportano alcune informazioni procedurali. CONSIGLIO: Il Consiglio ha modificato l’esito del trilogo sul Regolamento sulle clausole di salvaguardia per il settore agricolo, abbassando la soglia di attivazione delle procedure di indagine e blocco delle importazioni dei prodotti agricoli sensibili al 5%, riprendendo la posizione iniziale del Parlamento europeo. Poiché si trattava già della posizione originaria del PE, la modifica non richiede un nuovo trilogo. •
- Clausola del 5%: Se le importazioni di un prodotto da un paese Mercosur aumentano di almeno il 5% rispetto alla media degli ultimi tre anni, questo aumento può essere considerato un primo elemento che tali importazioni stanno causando, o rischiano di causare, un grave danno alle produzioni dell’Unione. Ciò vale solo se allo stesso tempo il prezzo medio delle importazioni da quel paese è almeno del 5% più basso rispetto al prezzo medio dei prodotti simili venduti nell’UE, nello stesso periodo.
- Concesso, a maggioranza qualificata il proprio consenso all’Accordo e alla sua firma da parte della Presidente von der Leyen, prevista per la prossima settimana in Paraguay. Tra i Paesi, il Belgio si è astenuto, contrari: Francia, Ungheria, Austria ed Irlanda. I voti contrari non sono bastati per arrivare alla minoranza di blocco.
- A seguito della firma dell’Accordo, il Consiglio trasmetterà l’accordo ufficialmente al Parlamento europeo.
- La Presidenza del Consiglio ha deciso ieri di ritirare dalla votazione odierna la Dichiarazione, concordata a dicembre, che prevedeva che l’Accordo non entrasse in applicazione nemmeno in modo provvisorio prima che il Parlamento europeo avesse completato la propria procedura di approvazione. • Ciò non significa che la Commissione europea deciderà automaticamente di procedere in tal senso; tuttavia, in assenza di tale Dichiarazione, essa può decidere di avviare l’applicazione provvisoria non appena uno dei Paesi del Mercosur avrà approvato l’Accordo a livello nazionale. 1 Direzione Relazioni UE e internazionali
PARLAMENTO EUROPEO: I prossimi passi in Parlamento:
• Approvazione dell’esito del trilogo sul Regolamento di salvaguardia (modificato come indicato sopra, quindi più in linea con la posizione del PE) – probabilmente in Plenaria nella settimana del 19 (data da confermare).
• Il Presidente del Parlamento europeo potrebbe decidere, in consultazione con la Conferenza dei Presidenti del Parlamento, di mettere ai voti una Mozione di risoluzione presentata nei mesi scorsi, per chiedere alla Corte di giustizia dell’UE di valutare la compatibilità dell’Accordo con i Trattati e con gli impegni ambientali dell’Accordo di Parigi. Tale votazione potrebbe avvenire già nella Plenaria della settimana del 19 gennaio, altrimenti verosimilmente nella successiva, a febbraio.
• Per il voto complessivo/finale del Parlamento sull’Accordo (SÌ/NO a maggioranza semplice) l’ iter sarà il seguente: il relatore del parere sul Mercosur, Gabriel Mato (PPE, Spagna) deve presentare la propria relazione in Commissione INTA. Tale relazione è aperta ad emendamenti; sebbene questi abbiano un significato politico rilevante, si tratta essenzialmente di un passaggio procedurale, poiché gli accordi di libero scambio non possono essere modificati nel loro nucleo essenziale. Questo porterà come già indicato, ad un voto SÌ/NO in Plenaria
• Il lavoro in Parlamento diventa ora di massima importanza;
APPLICAZIONE PROVVISORIA: Per quanto riguarda la questione dell’applicazione provvisoria menzionata sopra, vale a dire la decisione di attendere il voto in Parlamento, rientra ora nelle prerogative della Commissione europea. Dal punto di vista giuridico, la Commissione può procedere in tal senso. Tuttavia, in una risposta scritta al gruppo di coordinamento Mercosur del Parlamento europeo, la Commissione ha affermato che non lo farà prima che il Parlamento abbia votato. Ciò rvuol dire che sarà essenziale che i deputati al Parlamento europeo sollevino la questione e garantiscano che tale “promessa” venga rispettata.
