25/06/2026

L’Isola della Donzella è in piena crisi idrica Il direttore Massimo Chiarelli chiama l’assessore Bond per chiedere
misure urgenti: “Troppi prelievi a monte, colture a rischio”. 

Grave emergenza idrica nel Delta del Po: l’Isola della Donzella è da dieci giorni con poca acqua utilizzabile per l’irrigazione e le previsioni indicano che la criticità potrebbe protrarsi per almeno altre due settimane.
Per fare il punto della situazione Confagricoltura Rovigo ha indetto oggi pomeriggio una conferenza stampa a Taglio di Po, alla presenza del direttore Massimo Chiarelli, della vicepresidente Chiara Dossi, del responsabile reggente del Delta del Po, Piergiorgio Ruzzon e del reggente di Porto Tolle, Alberto Protti.
Secondo Confagricoltura Rovigo, l’emergenza è legata agli eccessivi prelievi d’acqua effettuati a monte del fiume, che riducono drasticamente la portata disponibile nel Delta e favoriscono la risalita del cuneo salino. Una condizione che mette a rischio non solo le produzioni agricole, ma l’intero equilibrio ambientale del territorio.
«Stiamo vivendo come se fossimo in una grande città senza segnaletica stradale», ha dichiarato Piergiorgio Ruzzon. «Come si può pensare che il traffico si regoli da solo? Serve una regia che coordini e regoli i prelievi d’acqua lungo tutto il corso del Po. L’agricoltore del Polesine non può essere considerato meno importante di chi opera in Lombardia o in Piemonte».
Particolare preoccupazione è stata espressa anche per il prossimo tavolo tecnico convocato dall’Autorità di bacino del fiume Po con l’Osservatorio permanente sugli indirizzi idrici del distretto del Po, che potrebbe decidere sui prelievi a monte nelle Regioni Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte per affrontare l’emergenza. L’assessore regionale Dario Bond, a colloquio questa mattina con il direttore Chiarelli, ha assicurato il suo massimo impegno. A tal fine verrà contattato il Commissario straordinario nazionale per l’emergenza idrica, Fabio Ciciliano. 
Già per la giornata di domani dieci aziende agricole hanno richiesto al sindaco di Porto Tolle la convocazione di un Tavolo Verde per individuare possibili soluzioni condivise e affrontare tempestivamente la crisi. I rappresentanti di Confagricoltura hanno inoltre sottolineato l’impegno del Consorzio di Bonifica nel contenere gli effetti della siccità e della risalita del sale.
Purtroppo, però, da Scardovari fino al mare sono già stati chiusi i sifoni per limitare l’ingresso dell’acqua salata nei canali interni. «Anche noi agricoltori abbiamo effettuato importanti investimenti per rendere sempre più efficienti i sistemi irrigui», ha ricordato Alberto Protti. «Ma questi sforzi diventano inutili se manca la risorsa fondamentale: l’acqua. In Polesine esiste già una gestione rigorosa e responsabile della risorsa idrica».
La vicepresidente Chiara Dossi ha evidenziato le conseguenze sulle produzioni simbolo del territorio del Delta: «Il riso del Delta, eccellenza riconosciuta del nostro territorio, non può sopravvivere senza acqua. A rischio non c’è soltanto l’agricoltura, ma anche l’intero ecosistema naturale che caratterizza questa area unica».
Dal punto di vista tecnico, Confagricoltura evidenzia come la portata del Po sia attualmente di circa 290 metri cubi al secondo, a fronte di un fabbisogno stimato in almeno 450 metri cubi al secondo. Una differenza che favorisce inevitabilmente la risalita dell’acqua marina, rendendo molti bacini idrici inutilizzabili per l’agricoltura a causa dell’elevata salinità. «È necessario assumere decisioni emergenziali», ha concluso il direttore Massimo Chiarelli. «Basterebbe garantire una riduzione di prelievo a monte del 10% di acqua per consentire a tutti di irrigare e continuare a produrre. Il Delta del Po non può essere lasciato solo davanti a una crisi che si ripresenta ogni anno con intensità crescente».
Confagricoltura Rovigo rinnova, pertanto, l’appello alle istituzioni nazionali e regionali affinché vengano adottate misure immediate di coordinamento dei prelievi e una strategia complessiva di gestione della risorsa idrica, indispensabile per salvaguardare l’agricoltura, l’economia e l’ambiente del Delta del Po.