26/06/2026
Il 14 maggio 2026 il Gruppo di Coordinamento Nazionale per la Bioeconomia (GCNB), istituito presso la Presidenza del Consiglio, ha approvato il documento "Azioni dirette al rafforzamento della bioeconomia circolare del pioppo". Si tratta di un passaggio istituzionale rilevante per tutte le aziende agricole del Veneto che coltivano o valutano di coltivare pioppo: il settore torna ad essere oggetto di una politica nazionale coordinata, dopo anni di frammentazione.
Un settore in forte deficit
Il documento parte da un dato allarmante: a fronte di una domanda industriale che richiederebbe almeno 100.000 ettari di piantagioni per essere soddisfatta, le superfici nazionali coltivate a pioppo si attestano oggi a soli 53.400 ettari — meno della metà del fabbisogno. Il gap ha conseguenze dirette sull'industria italiana del legno, costretta ad importare tronchi dall'estero (principalmente da Francia, Ungheria e Belgio) per un valore compreso tra i 32 e i 42 milioni di euro l'anno.
Le superfici coltivate hanno subito un crollo storico: dagli oltre 150.000 ettari del 1970 si è scesi ai circa 53.000 ettari del 2024. In questo scenario di generale contrazione, il Veneto mantiene una posizione di rilievo, pur non essendo l'unica Regione con superfici in crescita (distinzione che oggi spetta al Friuli-Venezia Giulia).
I nuovi cloni MSA
Una delle novità tecniche più significative riguarda i cloni a Maggiore Sostenibilità Ambientale (MSA), sviluppati dal CREA di Casale Monferrato e da costitutori privati. Questi nuovi cloni presentano vantaggi concreti per l'imprenditore agricolo:
- Riduzione dei trattamenti fitosanitari grazie alla maggiore resistenza alle principali patologie del pioppo
- Minor fabbisogno di acqua, fertilizzanti e antiparassitari rispetto ai cloni tradizionali
- Accrescimenti più elevati e legno con caratteristiche idonee anche per l'edilizia in legno (uso strutturale), un mercato in forte espansione
- Possibilità di impiego su terreni agricoli ordinari e collinari, non solo in ambito golenale
Il clone tradizionale I214 rimane comunque preferito dall'industria del compensato per la leggerezza del suo legno e trova le condizioni ideali in ambito golenale.
Governance e piano nazionale: le azioni proposte
Il cuore del documento approvato dal GCNB è la proposta di un sistema di governance integrata tra cinque Ministeri (MASAF, MIMIT, MASE, MEF, MUR) e le Regioni, con compiti specifici assegnati a ciascun soggetto:
- MASAF: aggiornare l'Osservatorio Nazionale del Pioppo (ONP) e sostenere la ricerca su nuovi cloni e tecniche innovative presso il CREA di Casale Monferrato
- MIMIT: integrare le politiche agricole con quelle industriali e incentivare l'innovazione nella trasformazione del legno
- MASE: elaborare linee guida per la coltivazione nelle aree golenali e nelle fasce di mobilità degli alvei fluviali
- MEF: analizzare e coordinare incentivi, sgravi fiscali e strumenti assicurativi
- MUR: coordinare la ricerca universitaria su nuovi impieghi del legno di pioppo e sull'innovazione tecnologica
A livello regionale, il documento invita le Regioni a creare Cluster locali dedicati alla pioppicoltura e a dare progressiva attuazione agli impegni dell'accordo siglato il 12 settembre 2025 tra le Regioni padane e i principali stakeholder del settore.
Le sfide aperte: golene, PAC e assistenza tecnica
Il documento non nasconde le criticità strutturali del comparto. Gli agricoltori che piantano pioppo si trovano spesso soli nel decidere se e quanto terreno dedicare alla pioppicoltura, in assenza di:
- Osservatori sui prezzi di mercato e accordi di filiera stabili
- Assistenza tecnica dedicata e predeterminazione di prezzi minimi di riferimento
- Sistemi assicurativi adeguati oltre la sola copertura catastrofale
Resta inoltre aperta la questione delle aree golenali: il conflitto tra pioppicoltura, gestione naturalistica dei corsi d'acqua e piani di ripristino ambientale (anche finanziati dal PNRR) rappresenta una criticità che il piano nazionale dovrà affrontare con un coordinamento tra Autorità di distretto, Autorità di bacino e Aree protette.
Perché interessa le aziende associate in Veneto
Il Veneto è storicamente tra le Regioni a maggiore vocazione pioppicola, con una presenza significativa nelle aree perifluviali della pianura padano-veneta. Il documento del GCNB rappresenta un'opportunità concreta per le aziende associate sotto diversi profili.
Confagricoltura Veneto seguirà l'evoluzione del Piano nazionale e parteciperà ai tavoli regionali per garantire che le esigenze delle imprese associate siano adeguatamente rappresentate.
