05/06/2026

Con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 435 del 28 maggio 2026, sono stati approvati i criteri di riparto del fondo regionale destinato alla prevenzione e al ristoro dei danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e ittiche per l'esercizio finanziario corrente. L'iniziativa, che si colloca nel quadro normativo della L.R. n. 50/1993 e della L.R. n. 6/2013, opera in conformità ai regolamenti UE sugli aiuti "de minimis".

Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 195.000,00 euro, così suddivise tra i diversi comparti d'intervento:

  • Agricoltura e Zootecnia: 115.000,00 euro destinati a interventi di prevenzione sia in aree a gestione programmata (100.000,00) che in territori preclusi all'attività venatoria (15.000,00).
  • Acquacoltura: 80.000,00 euro, ripartiti tra indennizzi forfettari (60.000,00 euro) e sistemi di prevenzione (20.000,00 euro).

Sono ammessi ai contributi i proprietari o conduttori di fondi e le aziende agricole iscritte all'anagrafe regionale. Il finanziamento è rivolto all'acquisto di presidi di protezione contro ungulati, lagomorfi e grandi carnivori.

  • Tipologie ammesse: Recinzioni perimetrali (meccaniche o elettrificate), dissuasori acustici, visivi o a ultrasuoni, shelter individuali e reti anti-uccello.
  • Limiti di spesa: Il contributo può coprire fino al 100% della spesa ammissibile, con un limite massimo di 5.000,00 euro e un minimo di 200,00 euro per azienda. I costi unitari devono rispettare i tetti massimi definiti dalla delibera.

Il provvedimento, come detto, definisce due linee d'azione anche per le imprese di pescicoltura estensiva operanti in valli da pesca di almeno 20 ettari, volte a contrastare l’impatto del Cormorano e del Marangone minore:

  1. Indennizzo Forfettario (Misura 1): Calcolato nella misura del 30% del valore della produzione 2025, con un tetto massimo di 10.000,00 euro per beneficiario.
  2. Sistemi di Prevenzione (Misura 2): Contributi per la messa in opera di reti anti-uccello a copertura totale delle vasche.

La gestione delle istanze è affidata ad AVEPA. Per l’ammissibilità dei contributi è necessario attenersi alle seguenti disposizioni:

  • Termini di presentazione: La domanda deve essere inviata entro 30 giorni per gli indennizzi in acquacoltura e entro 120 giorni per tutte le restanti misure di prevenzione, a decorrere dalla data di pubblicazione del bando.
  • Obblighi di fatturazione: È fatto obbligo di inserire il Codice Unico Progetto (CUP) in ogni fattura elettronica.
  • Tracciabilità: I pagamenti devono avvenire esclusivamente tramite sistemi tracciabili; sono espressamente vietati i contanti e le criptovalute.
  • Rendicontazione: Gli interventi devono essere ultimati e rendicontati entro 6 mesi dalla data di concessione.

Si ricorda che il piano di monitoraggio prevede controlli in loco per almeno il 10% dei beneficiari prima del pagamento e controlli ex-post sul mantenimento dei presidi, per i quali vige l'obbligo di stabilità triennale.