23/10/2026
Da alcune settimane i prati stabili dell’asse del Brenta, tra le province di Padova e Vicenza, sono interessati da una massiccia presenza di larve che si nutrono delle graminacee, portandole in pochi giorni al disseccamento. La preoccupazione tra gli agricoltori e gli allevatori è forte: in gioco ci sono il foraggio per le stalle e la produttività dei prati nella prossima stagione, su superfici che si stimano nell’ordine di centinaia di ettari.
Con la nota dello scorso 20 ottobre 2026, a firma del Direttore Paolo Frasson, la Direzione del servizio fitosanitario della Regione del Veneto (U.O. Fitosanitario) ha comunicato ai Comuni interessati, alle ULSS e alle organizzazioni agricole, tra cui Confagricoltura Veneto, l’esito degli accertamenti e le indicazioni per la gestione.
I comuni interessati - La comunicazione regionale è indirizzata ai sindaci dei comuni in cui il fenomeno è stato segnalato:
• Padova: San Pietro in Gu, Carmignano di Brenta, Cittadella, Gazzo, Grantorto, Vigonza;
• Vicenza: Camisano Vicentino, Pozzoleone, Sandrigo, Schiavon, Nove, Bolzano Vicentino, Quinto Vicentino, Bressanvido;
• Treviso: Loria.
Identificata la specie - I sopralluoghi congiunti dei tecnici dell’U.O. Fitosanitario, dei ricercatori dell’Università di Padova e di Veneto Agricoltura, insieme alle analisi di laboratorio morfologiche e molecolari sui campioni raccolti, hanno attribuito con certezza l’infestazione a Mythimna unipuncta (Haworth), nota come nottua delle graminacee o verme soldato. Nei campioni è stata rilevata anche una presenza, marginale, di esemplari del genere Helicoverpa. Le analisi hanno escluso la presenza di organismi nocivi da quarantena prioritari per l’Unione europea.
Si tratta di un lepidottero della famiglia dei Nottuidi, le cui larve si alimentano di graminacee e di altre colture erbacee e possono causare danni anche gravi. Due precisazioni della Regione sono particolarmente importanti per i nostri allevatori:
• l’insetto non rappresenta alcun pericolo per l’uomo né per gli animali, domestici o da allevamento;
• il suo sviluppo è indipendente dall’utilizzo di reflui zootecnici o di digestato. Il fenomeno non può quindi essere attribuito alle pratiche di fertilizzazione organica delle aziende.
Secondo la ricostruzione del Servizio fitosanitario, l’eccezionale intensità del fenomeno è riconducibile a condizioni climatiche e ambientali particolarmente favorevoli. La specie è migratoria e a fine estate si sposta dall’Europa verso l’Africa: durante la migrazione si sarebbero create le condizioni per completare un’ulteriore generazione su una parte del territorio regionale.
Le prime segnalazioni risalgono a fine agosto – inizio settembre, quando sono stati osservati numerosi adulti (farfalle notturne) attirati dall’illuminazione serale; da questi sono nate le larve che oggi infestano i prati. Le aree più colpite sono i prati umidi lungo il Brenta a bassa biodiversità, composti quasi esclusivamente da poche graminacee molto appetite dall’insetto.
Le indicazioni per le aziende - Allo stato attuale la Regione non ritiene opportuno intervenire con prodotti fitosanitari sui prati. Fa eccezione il caso di un’elevata presenza su colture come la colza nelle prime fasi di sviluppo, che può essere attaccata dalle larve in spostamento dai prati già devastati, soprattutto se confinanti. L’eventuale intervento va valutato nel rispetto delle Linee tecniche di difesa integrata (LTDI) della Regione Veneto per le aziende aderenti alla certificazione volontaria, oppure, per le altre, delle indicazioni riportate in etichetta dei formulati autorizzati.
La stagione e gli esiti dei campionamenti, che hanno evidenziato anche individui già in fase di crisalide, indicano una progressiva riduzione della popolazione larvale. Il successivo abbassamento delle temperature dovrebbe portare al naturale esaurimento del fenomeno.
È prudente rinviare le semine e le trasemine dei prati e dei cereali autunno-vernini a dopo il calo delle temperature, per non esporre le giovani piantine a nuovi attacchi.
Recupero dei prati - Nei prati con danni particolarmente significativi la Regione raccomanda di valutare la trasemina, per ripristinare la copertura erbacea e garantire foraggio per la prossima stagione. Nei prati polifiti che conservano una buona biodiversità (presenza di dicotiledoni e di ecotipi di diverse graminacee), di norma anche meno danneggiati, è preferibile favorire i ricacci e l’emergenza delle piante dalla banca seme naturale. Per assistenza ed eventuale materiale autoctono è possibile scrivere a bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org.
Segnalazioni e monitoraggio
• L’U.O. Fitosanitario, con Veneto Agricoltura, raccoglie le segnalazioni dell’infestazione attraverso i moduli pubblici disponibili al link https://mebtel.regione.veneto.it/fitosanitario/public/moduli-pubblici, per valutarne entità e distribuzione.
• Nella prossima stagione sarà avviato un monitoraggio specifico della popolazione di Mythimna unipuncta, per seguirne l’evoluzione e fornire, se necessario, indicazioni tecniche tempestive.
• A breve sarà pubblicata sul sito del Servizio fitosanitario regionale e sul Bollettino Colture erbacee di Veneto Agricoltura una scheda informativa sulla specie, sulla sua gestione e sul recupero e la corretta gestione dei prati stabili, anche per ridurre il rischio di future pullulazioni.
