23/10/2026
Il Governo è al lavoro per estendere anche al 2027 il regime agevolato Irpef sui redditi dominicali e agrari, attualmente previsto fino al 2026. Si tratta di una misura che Confagricoltura ha chiesto con insistenza e che ha sostenuto in tutte le sedi istituzionali, considerandola uno strumento essenziale per la tenuta economica delle imprese agricole.
L’annuncio è arrivato dal viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, intervenuto il 22 ottobre a Mantova al convegno “Agricoltura, fisco, energie rinnovabili”. L’evento era organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Mantova con il patrocinio del Consiglio nazionale e della Fondazione Tosoni. Il viceministro ha confermato l’impegno dell’Esecutivo a prorogare il beneficio.
Il regime, riservato a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola, prevede:
• esenzione Irpef dei redditi dominicali e agrari fino a 10.000 euro;
• imponibilità al 50% per la quota compresa tra 10.000 e 15.000 euro;
• tassazione piena oltre i 15.000 euro.
La proroga darebbe alle aziende certezza sul carico fiscale anche per il prossimo anno, in una fase segnata da forti aumenti dei costi di produzione.
Durante la tavola rotonda tra le organizzazioni agricole, il responsabile fiscale di Confagricoltura, Nicola Caputo, ha presentato le priorità della Confederazione in vista della manovra:
• estendere al 2027 l’agevolazione ZES, evitando che il Nord resti penalizzato rispetto al resto del Paese;
• rimettere ordine nella disciplina di fotovoltaico, agrivoltaico e biometano, con un intervento che non avrebbe costi aggiuntivi per l’Erario.
Il viceministro Leo ha inoltre ripercorso gli interventi della riforma fiscale per il settore. In particolare ha citato la revisione dell’articolo 32 del Tuir, che ha esteso il reddito agrario a nuove tecniche colturali come le vertical farm e l’idroponica. Ha ricordato anche le misure sui redditi da produzione di energia e quelle sul vino dealcolato.
