15/05/2026

“Positiva è la valorizzazione della contrattazione collettiva leader – e cioè quella stipulata dalle Organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale – per l’individuazione del Salario Giusto. È importante che la definizione degli elementi che lo compongono sia frutto della fase di contrattazione, e non una previsione di legge”. È quanto sostenuto da Roberto Caponi, direttore generale di Confagricoltura nella sede parlamentare.

Riguardo alla definizione del Salario Giusto, Confagricoltura chiede che, in fase attuativa del decreto, si tenga conto delle specificità della contrattazione collettiva agricola, fortemente decentrata, e che demanda al livello territoriale l’individuazione della retribuzione contrattuale.

Con riguardo agli incentivi per l’assunzione e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro per giovani, donne e categorie svantaggiate, Confagricoltura, nell’apprezzare le misure, ha sottolineato la necessità di un miglior coordinamento con quelle in essere ed una semplificazione dei requisiti richiesti.

In particolare, la Confederazione chiede che gli incentivi spettino anche per le assunzioni a tempo determinato con contratto ‘stabile’, ossia reiterato per almeno tre annualità. Una previsione necessaria al settore agricolo, caratterizzato dalla prevalenza di contratti a termine, in ragione delle caratteriste delle lavorazioni.