15/05/2026

Dal 10 maggio 2026 è entrata in vigore la nuova direttiva UE sulla tutela delle acque superficiali e sotterranee, che aggiorna l’elenco degli inquinanti da monitorare e introduce nuovi standard di qualità ambientale (Sqa). La riforma punta a rafforzare la protezione degli ecosistemi acquatici alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.

Tra le principali novità figura l’ampliamento delle “sostanze prioritarie”, cioè quelle considerate particolarmente rischiose per l’ambiente acquatico. Nell’elenco entrano pesticidi, farmaci, bisfenoli e Pfas. In prospettiva futura, la direttiva include anche una lista di sostanze sotto osservazione, come microplastiche e indicatori di resistenza agli antimicrobici, utili per intercettare fenomeni emergenti e valutare il rischio cumulativo delle sostanze.

I nuovi standard di qualità saranno più stringenti: per le acque superficiali dovranno essere applicati entro il 2033, mentre gli Stati membri avranno tempo fino al 2039 per garantire il pieno rispetto complessivo. Il recepimento avverrà attraverso modifiche alla direttiva quadro sulle acque e alle direttive collegate. Gli Stati membri dovranno adeguare i propri ordinamenti entro il 21 dicembre 2027; in Italia ciò comporterà modifiche o integrazioni sulla Parte III del Dlgs 152/2006, il c.d. ‘Codice ambientale’.