15/05/2026
In q il Veneto è colpito da un'intensa ondata di maltempo, con forti venti, grandine e piogge diffuse. I danni maggiori si registrano nel Trevigiano centro-orientale — tra Conegliano, Mareno di Piave, Susegana, Spresiano, Maserada sul Piave, Oderzo e il confine pordenonese — e nel Veneziano orientale, lungo il basso Piave, tra San Donà di Piave, Eraclea, Jesolo, Caorle e Portogruaro. Criticità si segnalano anche nel Veronese (Bussolengo, Verona, Villafranca, Valpolicella) e nell'area del Garda e, più isolatamente, nel Padovano, nel Rodigino e nella fascia di Chioggia e Rosolina. In diversi casi i fenomeni si sono ripetuti sugli stessi appezzamenti a distanza di poche ore, colpendo vigneti, frutteti, orticole e seminativi in una fase delicata della stagione produttiva.
Nonostante le abbondanti precipitazioni, la crisi idrica rimane una minaccia concreta per l'estate 2026. Lo confermano i dati Arpav e le dichiarazioni dei giorni scorsi dell'assessore regionale all'Ambiente, Elisa Venturini.
Il paradosso degli invasi - Gli invasi del Piave appaiono quasi pieni, all'84%, ma non grazie alle piogge. La causa è un aprile eccezionalmente caldo — il terzo più bollente dal 1991 e il quarto mese più secco degli ultimi 35 anni — che ha fuso prematuramente la neve in quota. Le riserve nevose nel bacino del Piave ammontano oggi ad appena 40 milioni di metri cubi, ben al di sotto della norma: le scorte estive sono state di fatto consumate in anticipo.
I numeri del deficit - Aprile si è chiuso con un calo pluviometrico del 66% rispetto alla media storica: sulla regione sono caduti in media soli 32 mm, contro i 94 attesi. I fiumi rispecchiano questa sofferenza, con portate in netto calo rispetto alle medie storiche:
- Bacchiglione: -56%
- Adige: -47%
- Brenta: -38%
Per riequilibrare l'anno idrologico sarebbe necessario un maggio con precipitazioni quasi triple rispetto alla norma (circa 297 mm).
Falde in crisi e rischio inquinamento - La situazione del sottosuolo è quella che preoccupa di più. Le falde dell'alta pianura registrano livelli di siccità classificati tra severi ed estremi; le piogge di breve durata non riescono a ricaricarle. In centri come Cittadella e Castelfranco Veneto i livelli sono sensibilmente sotto le medie storiche. La riduzione della portata dei fiumi rischia inoltre di amplificare l'inquinamento: da anni i dati di Legambiente segnalano livelli elevati di Escherichia coli nel Bacchiglione e nel Retrone.
Lo scenario estivo: El Niño sullo sfondo - Secondo il professor Antonello Pasini, fisico del clima al CNR, l'estate 2026 si preannuncia molto calda. Un ulteriore fattore di rischio è l'oscillazione El Niño nel Pacifico tropicale, che potrebbe tradursi indirettamente in ondate di calore più intense ed eventi estremi tra fine estate e inizio autunno. Nonostante le piogge di questi giorni, rimane l’invito rivolto a tutti di non sprecare l’acqua.
