25/09/2026
Il Ministero della Salute, con la nota DGSA n. 26526 del 17 settembre 2026, trasmessa da Confagricoltura nazionale alle sedi territoriali, ha informato della circolazione in Europa del virus Shamonda (SHAV) e dei primi casi riscontrati anche in Italia. Le positività hanno riguardato vacche da latte nelle province di Trento e Bolzano e alcuni capi di provenienza francese.
Un virus nuovo per l'Europa - Il virus Shamonda è stato identificato per la prima volta in Africa negli anni Sessanta e successivamente segnalato in Australia e Giappone. Solo da questa estate è comparso in diversi Paesi dell'Europa centro-occidentale: Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Liechtenstein e Austria. Si tratta di un virus trasmesso da insetti vettori, i Culicoides, gli stessi moscerini ematofagi coinvolti nella diffusione della lingua blu, già ben noti agli allevatori veneti.
Specie colpite e sintomi - Il virus non è trasmissibile all'uomo. Può colpire bovini, ovini, caprini, alpaca ed equini, ma mostra una preferenza per la specie bovina. Nei bovini si manifesta prevalentemente con febbre, diarrea, una significativa riduzione della produzione di latte e, in alcuni casi, aborto. Nei piccoli ruminanti la sintomatologia è più lieve, mentre negli equidi i sintomi possono essere neurologici e gravi.
La mortalità negli animali adulti è generalmente bassa e la morbilità moderata o lieve. Il danno economico principale deriva però dagli effetti sulle gravidanze: aborti e malformazioni fetali possono incidere in modo rilevante sui risultati aziendali, soprattutto negli allevamenti da latte e da riproduzione.
La malattia non è soggetta a obbligo di notifica né a misure ufficiali di sorveglianza e controllo. Non sono quindi previsti blocchi, restrizioni alla movimentazione o abbattimenti. Il Ministero raccomanda comunque agli allevatori di segnalare al proprio veterinario gli animali che presentano i sintomi descritti, e ai veterinari di considerare il virus Shamonda nella diagnosi differenziale.
Al momento non esiste un vaccino. Le misure di controllo più efficaci consistono nella protezione degli animali dagli insetti vettori, per ridurre il rischio di infezione. È quindi opportuno rafforzare le pratiche di lotta ai Culicoides già adottate in azienda, con il supporto del veterinario aziendale.
