17/04/2026

Con Nota DGSA 11751 del 16 aprile 2026 (Allegato) il Ministero della Salute informa del riscontro di un focolaio di Dermatite Nodulare Contagiosa (LSD)nel Sud della Sardegna in un allevamento di 148 capi. Gli animali interessati sono vitelli di età di circa 4 mesi e al momento presentano la sintomatologia 5 capi di cui 4 sono morti e sono stati prontamente inviati alla distruzione.
Gli animali adulti che hanno avuto la vaccinazione non presentano al momento sintomatologia; quindi, si stanno facendo gli accertamenti epidemiologici per comprendere, lo stato immunitario degli adulti, la fonte dell’insorgenza della malattia e come mai i vitelli non presentavano una sufficiente immunità passiva trasmessa dalle madri.
Il sistema sanitario ha prontamente rintracciato tutte le movimentazioni effettuate dall’area di restrizione istituita (visualizzabile dalla mappa allegata alla nota ministeriale) di raggio di 50 Km (20 di protezione e 30 di sorveglianza) e avviato tutti gli accertamenti sui capi senza riscontrare al momento sospetti, tranne in un capo di un comune limitrofo di cui si attendono gli esiti.

Al momento le movimentazioni fuori regione sono impedite e le movimentazioni intraregionali degli animali da vita sono consentite dalle zone non in restrizione a seguito di visita clinica con esito negativo e con l’utilizzo di insetto repellenti. Le movimentazioni per la macellazione intraregionale sono permesse anche dalle zone in restrizione, ma deve avvenire entro le 24 ore e messe in atto azioni di mitigazione del rischio.  Dalle zone in restrizione possono essere concesse deroghe alla movimentazione, ma solo per ragioni di benessere animale e a seguito di visita clinica, utilizzo di insetto repellenti e test PCR.
Tali provvedimenti verranno rivalutati una volta chiaro il quadro epidemiologico. Tutti gli animali dell’allevamento saranno soggetti ad abbattimento.

E’ presto per valutare una recrudescenza della malattia sapendo che dagli studi effettuati sulla malattia la comparsa di nuovi focolai nelle zone soggette a vaccinazione può ripresentarsi nei 2-3 anni successivi all’attuazione del piano vaccinale per via del persistere della circolazione virale che rimane negli insetti vettori come riserva della malattia, ma che rimangono casi isolati.

Le autorità stanno cercando di capire perché i vitelli colpiti non presentavano evidentemente una buona copertura immunitaria dalle madri vaccinate (errata colostratura, scarsa capacità di trasmettere l’immunità, necessità di provvedere prima alla vaccinazione dei vitelli oggi prevista a 6 mesi come indicato dalla ditta produttrice del vaccino ecc.). Soprattutto non si può affermare l’inefficacia del piano vaccinale, visto che al momento i capi adulti vaccinati non sembrano aver avuto conseguenze e la comparsa dell’infezione. 

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