09/10/2026

Il Veneto continua a credere nella barbabietola da zucchero. È il messaggio emerso dall’incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Rovigo tra Confagricoltura Veneto, le Confagricoltura provinciali di Rovigo, Padova e Venezia e i vertici di CoProB, la cooperativa dei produttori bieticoli, rappresentata dal presidente Luigi Maccaferri e dal vicepresidente Giovanni Tamburini. Al centro del confronto il bilancio della campagna 2026 e, soprattutto, le prospettive della coltura in vista della contrattualizzazione per la stagione 2027.

Nella nostra regione quest’anno sono stati coltivati a bietola circa 4.000 ettari. Il Polesine si conferma capofila con 1.600 ettari, seguito da Venezia (1.477 ettari), Padova (420) e Verona (407). Un patrimonio di competenze, professionalità e tradizione produttiva che il territorio non vorrebbe disperdere. «Il territorio di Rovigo crede ancora nella coltura della bietola», ha ricordato il presidente di Confagricoltura Rovigo Lauro Ballani, sottolineando la necessità di lavorare insieme per creare condizioni di maggiore certezza e collaborazione in vista della prossima campagna.

Il tema centrale è la riapertura dello zuccherificio di Pontelongo, in provincia di Padova, Come ha evidenziato il presidente di Confagricoltura Venezia Stefano Tromboni, la riapertura rappresenta un’opportunità da valutare con attenzione: consentirebbe di migliorare l’organizzazione della raccolta, di accorciare le distanze di conferimento e di contenere i costi logistici a carico della filiera, sostenendo la permanenza della bieticoltura in un’area storicamente vocata.
C’è poi un vantaggio agronomico ed economico decisivo. Con due stabilimenti operativi sarebbe possibile contenere la campagna di raccolta entro 90 giorni, chiudendola non oltre la metà di settembre. È un aspetto tutt’altro che secondario: oltre quel periodo si registra un netto calo delle rese, con effetti diretti sul reddito delle aziende. Una campagna più corta significa quindi bietole raccolte al momento giusto e una migliore remunerazione per gli agricoltori.

La riapertura, però, è sostenibile soltanto se la fabbrica può contare su un bacino di approvvigionamento adeguato. Per questo l’obiettivo è chiaro: le superfici contrattualizzate devono crescere dai 19 mila ettari del 2026 ad almeno 25 mila ettari. Un traguardo ambizioso ma raggiungibile, a condizione che tutti i soggetti coinvolti mettano in campo un impegno convinto:
•      gli agricoltori, che devono continuare a credere nella coltivazione e confermare, o ampliare, le superfici a bietola nei propri piani colturali;
•      CoProB, titolare dello stabilimento, chiamata a sostenere il progetto con un piano industriale credibile e con condizioni contrattuali chiare;
•      la Regione del Veneto, che già quest’anno ha rafforzato il Programma operativo a favore delle aziende bieticolo-saccarifere portando l’aiuto massimo da 200 a 300 euro per ettaro, e il cui coinvolgimento resta essenziale per definire condizioni più vantaggiose per il futuro della filiera.

Nel corso dell’incontro Confagricoltura ha chiesto a CoProB un atteggiamento proattivo nella condivisione delle informazioni. Come ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Bonaldi, per programmare correttamente il 2027 gli agricoltori devono disporre di dati aggiornati e indicazioni tempestive sull’andamento delle operazioni: un confronto periodico e strutturato rafforza la fiducia tra industria saccarifera e aziende agricole. Da parte sua CoProB ha confermato l’impegno a rafforzare il supporto agronomico alle imprese attraverso i propri tecnici, in un’ottica di monitoraggio costante che permetta di intervenire rapidamente.
I lavori si sono conclusi con l’accordo di un aggiornamento costante sulla situazione, per arrivare alle scelte produttive e contrattuali dei prossimi mesi con indicazioni più chiare.