24/07/2026

Il 7 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato la prima Strategia dell'Unione per il settore zootecnico (Comunicazione COM(2026) 576 final), un documento di indirizzo politico che riconosce all'allevamento un ruolo strategico per la sicurezza alimentare, l'occupazione e la tenuta delle aree rurali europee. Il testo, presentato dal vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto e dal commissario all'Agricoltura Christophe Hansen, è accompagnato da un Piano d'azione per le proteine vegetali e sarà seguito, nei prossimi mesi, da proposte legislative su punti specifici.
Di seguito una sintesi dei contenuti principali, ad uso delle imprese associate.

Un settore che vale 400 miliardi di euro
Secondo i dati richiamati dalla Commissione, la zootecnia rappresenta circa il 40% del valore aggiunto agricolo dell'UE, genera un fatturato annuo di circa 400 miliardi di euro, coinvolge quattro milioni di aziende e sostiene sette milioni di posti di lavoro lungo la filiera, con un surplus commerciale stimato in 37 miliardi di euro. La Commissione riconosce però che questo primato è messo a rischio dalla riduzione del patrimonio zootecnico in diversi Stati membri, dalla scarsa redditività delle imprese, dalla volatilità dei mercati, dall'aumento dei costi di mangimi ed energia, dalla carenza di ricambio generazionale e manodopera, dai cambiamenti climatici e dalla maggiore frequenza delle epizoozie.
La Commissione non propone un modello unico di trasformazione, ma soluzioni mirate e differenziate per specie, dimensione aziendale e territorio. La nuova PAC post-2027 resterà il principale strumento di sostegno, affiancata da Horizon Europe e dal Fondo europeo per la competitività. L'attuazione sarà seguita da un tavolo permanente, il Livestock Workstream, che coinvolgerà Stati membri, organizzazioni agricole, industria e società civile.

Le cinque priorità della strategia
1. Resilienza e gestione del rischio.
È previsto un ampliamento dell'accesso ad assicurazioni, riassicurazioni, fondi mutualistici e strumenti di stabilizzazione del reddito calibrati sui rischi zootecnici, con la valutazione, insieme alla Banca europea per gli investimenti, di uno schema finanziario dedicato ai rischi climatici e sanitari per il periodo successivo al 2027 (senza tuttavia nuove risorse aggiuntive al momento). Sul fronte sanitario, la strategia punta su un maggiore ricorso alla vaccinazione preventiva, sui vaccini DIVA, su sistemi digitali di sorveglianza e allerta precoce e su incentivi per garantire la presenza di veterinari nelle aree rurali.

2. Competitività e investimenti.
La Commissione stima in oltre 18 miliardi di euro il fabbisogno di finanziamento del comparto per modernizzazione delle strutture, digitalizzazione, gestione degli effluenti e adeguamento agli standard di benessere animale. Sarà valutato un possibile strumento finanziario dedicato e un accesso preferenziale al credito BEI per le aziende interessate dall'uscita dalle gabbie. La strategia insiste inoltre su semplificazione delle autorizzazioni, revisione delle pratiche commerciali sleali e rafforzamento delle organizzazioni di produttori. Sul piano commerciale, viene ribadita la necessità di reciprocità: controlli più rigorosi sulle importazioni, clausole di salvaguardia e requisiti equivalenti per benessere animale, sicurezza alimentare e uso di antimicrobici e ormoni.

3. Sostenibilità, benessere animale ed emissioni.
La transizione ambientale e sul benessere animale dovrà essere graduale, sostenuta finanziariamente e remunerata dal mercato. Entro fine 2026 è attesa una proposta di revisione delle norme su galline ovaiole e polli da carne (eliminazione progressiva delle gabbie, superamento dell'abbattimento sistematico dei pulcini maschi); entro il secondo trimestre 2027 una proposta analoga per il comparto suinicolo, con transizione dalle gabbie individuali ai sistemi in box. Sul fronte emissioni, sarà sviluppata una metodologia armonizzata di misurazione a livello aziendale e una “bussola volontaria della sostenibilità” per accedere a contratti premianti: secondo le stime della Commissione, l'insieme di innovazione e incentivi potrebbe ridurre le emissioni zootecniche di almeno il 16% entro il 2040. Attenzione anche alla gestione di digestato e nutrienti, con una possibile estensione di RENURE ad alcune tipologie di digestati liquidi (prima valutazione nel terzo trimestre 2026) e una revisione della direttiva Nitrati orientata alla semplificazione.

4. Diversità territoriale e aree rurali.
Nelle aree montane, settentrionali e marginali la zootecnia resta spesso l'unica attività economica praticabile: secondo il JRC, entro il 2030 potrebbe essere abbandonato l'11% della superficie agricola dell'Unione, quasi un quarto nelle sole aree montane. La strategia prevede un piano dedicato alle aree più esposte, sostegno accoppiato mirato nella futura PAC, aiuti al ricambio generazionale e un modello per piccoli macelli e macelli mobili nelle aree remote, oltre a investimenti in connettività (banda larga, 5G) e servizi di sostituzione per gli allevatori.

5. Eccellenza europea e valorizzazione commerciale.
È prevista una maggiore valorizzazione dell'origine UE nell'etichettatura, una possibile menzione facoltativa di “eccellenza europea” e l'evoluzione del sistema di classificazione delle carcasse per includere criteri qualitativi oltre a quelli quantitativi. La politica di promozione dovrà dare più visibilità a sistemi zootecnici radicati nel territorio, marchi territoriali, indicazioni geografiche e produzione biologica.

Le tappe principali

•      3° trimestre 2026 – prima valutazione sull'estensione di RENURE ai digestati liquidi zootecnici

•      Entro fine 2026 – proposta di revisione delle norme sul benessere di galline ovaiole e polli da carne; relazione sullo stress test delle direttive Uccelli e Habitat

•      2° trimestre 2027 – proposta sul benessere dei suini

•      Nel corso del 2027 – piattaforma zootecnica europea, repertorio delle soluzioni comprovate, roadmap su circolazione dei nutrienti e su macelli a bassa capacità/mobili

•      Senza data definita, ma cruciali in fase attuativa – strumento finanziario dedicato alla zootecnia, schema di gestione del rischio post-2027, metodologia armonizzata sulle emissioni, revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali, evoluzione delle norme di origine

Le valutazioni di Confagricoltura
Confagricoltura giudica positivamente il riconoscimento politico della zootecnia come settore essenziale per sicurezza alimentare, autonomia strategica, occupazione e coesione territoriale. Nella circolare della Direzione Relazioni UE, l'associazione sottolinea che l'efficacia della strategia dipenderà da alcuni nodi concreti che seguirà con attenzione nei prossimi mesi:

•      la disponibilità di risorse finanziarie realmente adeguate e l'applicazione concreta della reciprocità negli scambi commerciali

•      la proporzionalità delle nuove norme e il rispetto del principio di differenziazione territoriale

•      che la transizione sul benessere animale sia accompagnata da analisi d'impatto, tempi adeguati e coperture finanziarie, senza gravare solo sugli allevatori

•      che le metodologie di misurazione delle emissioni riconoscano davvero i miglioramenti realizzati dalle aziende

•      che la valorizzazione commerciale degli standard europei si traduca in un ritorno economico misurabile per i produttori

Restano sotto osservazione anche la revisione della direttiva Nitrati, l'evoluzione delle norme sul digestato, le semplificazioni autorizzative e sanitarie, le regole sui sottoprodotti animali e il ruolo dei futuri piani nazionali e regionali. Il Livestock Workstream sarà la sede in cui il sistema confederale rappresenterà le esigenze delle imprese e seguirà la traduzione degli orientamenti in proposte legislative concrete.

Cosa significa per le aziende venete
Si tratta, va ricordato, di un atto di indirizzo politico privo di effetti normativi diretti e immediati: non introduce obblighi per le aziende, ma definisce le priorità su cui la Commissione concentrerà l'azione legislativa dei prossimi anni. Per gli allevatori veneti è utile iniziare a monitorare, in particolare:

•      l'evoluzione degli strumenti assicurativi e di gestione del rischio, in vista dei futuri piani nazionali e regionali post-2027

•      le proposte attese entro fine 2026 su galline ovaiole e polli da carne, che potranno richiedere investimenti strutturali con tempi di adeguamento e possibili sostegni finanziari

•      le opportunità di accesso al credito BEI collegate agli adeguamenti sulle gabbie e ai fondi per digitalizzazione e gestione degli effluenti

•      gli sviluppi sulla direttiva Nitrati e su RENURE, rilevanti per la gestione di deiezioni e digestati in azienda